Teatro Arbostella, ecco l’esilarante “Il Pidocchio” di Ciro Ceruti: in scena la compagnia ’O Spassatiempo
 
Dopo un’apertura di stagione da record, con oltre 600 abbonamenti sottoscritti, il Teatro Arbostella “Gino Esposito” si prepara ad accogliere il secondo appuntamento della XIX stagione teatrale 2026/2027. Sul palco di viale Verdi arriva la compagnia teatrale ’O Spassatiempo, proveniente da Tufino, in provincia di Napoli, con la commedia “Il Pidocchio”, testo firmato da Ciro Ceruti e diretto da Franco Tortora, che sarà anche protagonista dello spettacolo.
La compagnia torna per il secondo anno consecutivo nel cartellone dell’Arbostella, dopo il riscontro positivo ottenuto nella passata stagione. Una conferma che si inserisce nel percorso artistico portato avanti da Arturo Esposito e Imma Caracciuolo, direttori artistici e organizzativi del teatro, con una programmazione che punta sulla comicità, alternando testi della tradizione e proposte contemporanee, senza rinunciare a contenuti e spunti di riflessione.
Al centro della pièce c’è uno dei vizi umani più antichi e riconoscibili: l’avarizia. Il pidocchio, piccolo parassita entrato nell’immaginario collettivo come simbolo di tirchieria, diventa così una metafora teatrale dell’attaccamento morboso al denaro, ma anche dell’ingenerosità e della meschinità.
Un tema che attraversa la storia del teatro, dalla commedia latina di Plauto, con l’avaro protagonista dell’“Aulularia”, fino all’Arpagone di Molière e al suo celebre capolavoro “L’avaro”, in cui la brama di ricchezza condiziona i rapporti umani e altera ogni equilibrio familiare. Una galleria di personaggi che arriva fino al “Cavaliere avaro” di Puškin, dove il possesso del denaro diventa un’autentica ossessione.
Con “Il Pidocchio”, Ciro Ceruti riprende questo filone e lo rilegge attraverso la sensibilità e la cultura napoletana. La prospettiva proposta da Franco Tortora va oltre il semplice stereotipo del taccagno: nella mentalità popolare partenopea, infatti, l’avarizia non coincide necessariamente con la volontà di fare del male. Anche il personaggio più attaccato ai soldi può rivelare, nei momenti decisivi, una sorprendente generosità, soprattutto quando entrano in gioco la salute e gli affetti familiari.
È proprio questa contraddizione a rendere la commedia particolarmente interessante: dietro il comportamento apparentemente meschino del protagonista si nasconde un universo di relazioni, sentimenti e debolezze che la comicità porta alla luce, alternando situazioni paradossali e momenti di riflessione.
La scelta del testo nasce da un incontro artistico che Tortora ricorda con particolare piacere. L’attore e regista racconta di aver assistito alla rappresentazione della commedia, oltre quindici anni fa, da parte di un gruppo di amici, rimanendone subito colpito. Da allora ha maturato il desiderio di riproporla, convinto che i vizi e le virtù umane, calati nella cultura e nella tradizione artistica napoletana, possano assumere significati originali e lontani dai consueti cliché.
Nel curriculum di Franco Tortora non c’è soltanto il teatro. L’attore ha preso parte a produzioni cinematografiche e televisive di rilievo, tra cui I bastardi di Pizzofalcone, la terza stagione di Gomorra, Pericle il nero, con Riccardo Scamarcio, e il più recente Parthenope di Paolo Sorrentino, nel quale interpreta il ruolo di un sacerdote in una delle scene più delicate del film.
 
Esperienze diverse, che non hanno però attenuato il suo legame con il palcoscenico. Per Tortora, il teatro conserva una dimensione umana particolare: il rapporto diretto con il pubblico, la possibilità di percepirne le reazioni in tempo reale e quella componente di autenticità che rende ogni rappresentazione un’esperienza irripetibile.
Accanto a Tortora salirà sul palco un cast numeroso composto da Antonietta Rimoli, Nunzia Masucci, Mimì Manganiello, Checco Milo, Gennaro Basile, Nello Corrado, Mariapina Giacchino, Anna Menna, Giulia Ruggiero, Giacomo Sugliano, Sergio Spampanato e Carmela De Rosa.
Gli spettacoli sono in programma nei weekend 24, 25, 31 ottobre, 1, 7 e 8 novembre 2026, con repliche il sabato alle ore 20.45 e la domenica alle ore 19.15.
Il costo del biglietto è di 15 euro, con ridotto a 13 euro. La prenotazione è obbligatoria.
Informazioni e prenotazioni: 347 1869810 – 328 2664758 - 089 3867440 (botteghino).
 
 

 

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